• Carcinoma papillare
Rappresenta il 60-70 % di tutti i carcinomi, è più frequente in pazienti giovani, al di sotto dei 40 anni, è caratterizzato dal minor grado di malignità che tende comunque ad aumentare nei pazienti più anziani, l’accrescimento e lento. Si presenta come un nodulo duro, ben distinto dai tessuti circostanti.
• Carcinoma follicolare
• Carcinoma anaplastico
Rappresenta il 5-10% di tutti i carcinomi, si trova principalmente negli anziani, ha un’alta malignità. E’ caratterizzato dall’ingrossamento rapido e doloroso della massa.
• Esiste un altro tipo di carcinoma che deriva dalle cellule del tessuto parafollicolare della tiroide che producono la calcitonina. In questo caso si parla di Carcinoma midollare.
Il Carcinoma midollare colpisce in genere soggetti al di sopra dei 50 anni. E’ caratterizzato da alcune peculiarità: secerne calcitonina, può esserci familiarità, può essere associato ad altri tumori o patologie dell’apparato endocrino. Il nodulo è duro, fisso, ben demarcato ma non capsulato, spesso associato a linfonodi laterocervicali. Il dosaggio della calcitonina nel sangue è un importante elemento diagnostico
domenica 25 luglio 2010
giovedì 15 luglio 2010
TIROIDITI
Questo termine comprende più patologie caratterizzate da un processo infiammatorio della tiroide ma a diversa eziologia. Le forme più comuni sono:
· Tiroidite di Hashimoto
E’ una infiammazione cronica della tiroide, causata da fattori autoimmunitari, cioè l’organismo produce anticorpi contro il proprio tessuto tiroideo. Questa patologia è una delle cause più comuni di ipotiroidismo primario. La frequenza è maggiore nel sesso femminile. La ghiandola appare ingrossata, si ha il gozzo. Gli esami di laboratorio inizialmente mostrano un rialzo dei titoli anticorpali antitiroide con valore degli ormoni tiroidei normali. Successivamente si instaura ipotiroidismo.
· Tiroidite subacuta di De Quervain
E’ un’infiammazione acuta della tiroide, causata probabilmente da virus. Il paziente lamenta i sintomi classici dell’infiammazione, caratteristicamente febbre e mal di collo. Nei primi stadi della malattia si rileva agli esami di laboratorio una condizione di ipertiroidismo. In questo caso la malattia guarisce e solo occasionalmente evolve in ipotiroidismo.
· Tiroidite silente
E’ un’infiammazione della tiroide che si instaura in maniera subdola. La frequenza è maggiore nelle donne, più comunemente nel periodo successivo al parto. La tiroide si ingrossa, ma non è dolente. Nei primi stadi della malattia si può riscontrare agli esami di laboratorio ipertiroidismo che può evolvere in ipotiroidismo. Queste alterazioni sono transitorie, la malattia si risolve
· Tiroidite di Hashimoto
E’ una infiammazione cronica della tiroide, causata da fattori autoimmunitari, cioè l’organismo produce anticorpi contro il proprio tessuto tiroideo. Questa patologia è una delle cause più comuni di ipotiroidismo primario. La frequenza è maggiore nel sesso femminile. La ghiandola appare ingrossata, si ha il gozzo. Gli esami di laboratorio inizialmente mostrano un rialzo dei titoli anticorpali antitiroide con valore degli ormoni tiroidei normali. Successivamente si instaura ipotiroidismo.
· Tiroidite subacuta di De Quervain
E’ un’infiammazione acuta della tiroide, causata probabilmente da virus. Il paziente lamenta i sintomi classici dell’infiammazione, caratteristicamente febbre e mal di collo. Nei primi stadi della malattia si rileva agli esami di laboratorio una condizione di ipertiroidismo. In questo caso la malattia guarisce e solo occasionalmente evolve in ipotiroidismo.
· Tiroidite silente
E’ un’infiammazione della tiroide che si instaura in maniera subdola. La frequenza è maggiore nelle donne, più comunemente nel periodo successivo al parto. La tiroide si ingrossa, ma non è dolente. Nei primi stadi della malattia si può riscontrare agli esami di laboratorio ipertiroidismo che può evolvere in ipotiroidismo. Queste alterazioni sono transitorie, la malattia si risolve
sabato 10 luglio 2010
L'ITER DIAGNOSTICO
L'iter diagnostico ha lo scopo di distinguere la natura maligna da quella benigna del nodulo tiroideo, descriverne la sue dimensioni e la struttura, l'eventuale appartenenza ad un gozzo semplice o multinodulare, ad una tiroidite cronica o subacuta.
Elementi di allarme sono:
· precedente irradiazione del collo
· incremento volumetrico dei linfonodi laterocervicali
· rapida crescita
· aumento della consistenza
· disturbi da compressione (disfonia, disfagia)
· precedenti casi di cancro tiroideo nella famiglia.
Elementi di tranquillità sono (ma non escludono assolutamente la necessità di indagini):
· comparsa immediata, con dolore acuto e tensione
· rilievo concomitante di sintomi tipici dell'ipertiroidismo (tachiaritmia etc.)
Le indagini sono sia laboratoristiche che strumentali ed eventualmente anche citomorfologiche.
INDAGINI DI LABORATORIO
· Valutazione della funzione tiroidea attraverso il dosaggio del TSH e degli ormoni tiroidei FT3, FT4. Il riscontro di un aumento degli ormoni tiroidei (particolarmente dell'FT3) potrebbe deporre per un nodulo iperfunzionante (adenoma tossico) mentre valori bassi (FT4) con TSH aumentato sono più tipici ad esempio di una tiroidite cronica autoimmune con ipotiroidismo.
· Dosaggio della Calcitonina: utile identificare od escludere la presenza di un carcinoma midollare della Tiroide.
· Dosaggio degli anticorpi antitireoglobulina (TgAb) e antitireoperossidasi (TPOAb): la loro identificazione e titolazione aiuta ad identificare un eventuale processo autoimmune cronico (Tiroidite di Haschimoto
INDAGINI STRUMENTALI
· L'ecografia tiroidea ha un ruolo molto importante. Evidenzia il nodulo tiroideo, le sue dimensioni, la sua struttura e descrive anche il contesto ghiandolare nel quale si trova; può inoltre descrivere la presenza di linfoadenomegalie (ingrandimento dei linfonodi) locoregionali (vicini).
·
INDAGINI CITOMORFOLOGICHE
· L'agoaspirato costituisce una preziosissima indagine nella diagnosi differenziale tra noduli tiroidei benigni e maligni. Con un ago e sotto controllo ecografico si procede alla aspirazione del nodulo e le cellule così asportate vengono sottoposte a indagine.Come regola tutti i noduli palpabili di dimensioni superiori ad 1 cm dovrebbero essere sottoposti a questa procedura
Elementi di allarme sono:
· precedente irradiazione del collo
· incremento volumetrico dei linfonodi laterocervicali
· rapida crescita
· aumento della consistenza
· disturbi da compressione (disfonia, disfagia)
· precedenti casi di cancro tiroideo nella famiglia.
Elementi di tranquillità sono (ma non escludono assolutamente la necessità di indagini):
· comparsa immediata, con dolore acuto e tensione
· rilievo concomitante di sintomi tipici dell'ipertiroidismo (tachiaritmia etc.)
Le indagini sono sia laboratoristiche che strumentali ed eventualmente anche citomorfologiche.
INDAGINI DI LABORATORIO
· Valutazione della funzione tiroidea attraverso il dosaggio del TSH e degli ormoni tiroidei FT3, FT4. Il riscontro di un aumento degli ormoni tiroidei (particolarmente dell'FT3) potrebbe deporre per un nodulo iperfunzionante (adenoma tossico) mentre valori bassi (FT4) con TSH aumentato sono più tipici ad esempio di una tiroidite cronica autoimmune con ipotiroidismo.
· Dosaggio della Calcitonina: utile identificare od escludere la presenza di un carcinoma midollare della Tiroide.
· Dosaggio degli anticorpi antitireoglobulina (TgAb) e antitireoperossidasi (TPOAb): la loro identificazione e titolazione aiuta ad identificare un eventuale processo autoimmune cronico (Tiroidite di Haschimoto
INDAGINI STRUMENTALI
· L'ecografia tiroidea ha un ruolo molto importante. Evidenzia il nodulo tiroideo, le sue dimensioni, la sua struttura e descrive anche il contesto ghiandolare nel quale si trova; può inoltre descrivere la presenza di linfoadenomegalie (ingrandimento dei linfonodi) locoregionali (vicini).
·
INDAGINI CITOMORFOLOGICHE
· L'agoaspirato costituisce una preziosissima indagine nella diagnosi differenziale tra noduli tiroidei benigni e maligni. Con un ago e sotto controllo ecografico si procede alla aspirazione del nodulo e le cellule così asportate vengono sottoposte a indagine.Come regola tutti i noduli palpabili di dimensioni superiori ad 1 cm dovrebbero essere sottoposti a questa procedura
martedì 29 giugno 2010
IL GOZZO TIROIDEO

Un’altra patologia della tiroide molto frequente è il gozzo (gozzo semplice, uninodulare, multinodulare)
Si tratta di una neoformazione rotondeggiante, singola o multipla (gozzo multinodulare), solida o cista (talvolta mista) che può raggiungere dimensioni talvolta anche di qualche centimetro determinando disturbi da compressione sugli organi vicini.
Le cause del gozzo possono essere molteplici e spesso anche molto diverse tra loro. Il risultato finale è, in ogni caso, la comparsa, più o meno rapida, di una tumefazione al collo che nei casi più avanzati può addirittura comprimere gli altri organi vicini, causando diversi sintomi compressivi come la difficoltà a deglutire, a respirare o molto più semplicemente la sensazione di un peso al collo.
Come tutti gli altri organi, anche la tiroide può essere soggetta a processi infiammatori determinando, quindi, il quadro di tiroidite che può manifestarsi, in modo più o meno acuto, con un dolore al collo e con una serie di sintomi correlabili all’iper o all’ipotiroidismo, o se si sviluppa in modo cronico, senza necessariamente provocare, all’inizio, dei sintomi evidenti
sabato 26 giugno 2010
IL NODULO TIROIDEO

Circa il 6,4% delle donne ha un nodulo tiroideo.
Il nodulo tiroideo costituisce la più frequente patologia tiroidea e come tutte le malattie della Tiroide incide più frequentemente nella donna rispetto all'uomo colpendo circa il 6,4 % di quelle con età tra i 30 ed i 59 anni. In realtà probabilmente la sua incidenza è ancor più alta (nei riscontri autoptici si arriva quasi al 50% dei casi) ma non diagnosticata per assenza di sintomatologia. La sua prevalenza nella popolazione generale aumenta progressivamente con l'età e talvolta si accompagna ad un ingrandimento della ghiandola (gozzo).
La natura dei noduli tiroidei è nella gran parte dei casi benigna, particolarmente nella donna; solo il 5-6% ha un'origine tumorale (carcinoma papillare il più frequente
venerdì 25 giugno 2010
INIZIAMO AD ENTRARE NELLE PATOLOGIE DELLA TIROIDE
Recenti statistiche hanno evidenziato l’elevata incidenza della patologia tiroidea nella popolazione, sottolineando il forte impatto che questa ha sul Sistema Sanitario Nazionale per l’alto numero di prestazioni richieste. Da qui il crescente interesse per l’importante ruolo svolto dalla tiroide, una delle più rilevanti ghiandole endocrine (produttrici di ormoni) le cui caratteristiche e funzioni, se pur ben conosciute, richiedono per la loro gestione molta attenzione e competenza da parte degli specialisti. Una tiroide ammalata, per eccesso o difetto della produzione ormonale, può subire delle modifiche nella forma, nel volume e nel peso, dando luogo ad asintomatici noduli unici o multipli, conosciuti come gozzo semplice o multinodulare, individuabili con la palpazione del collo solo per una bassa percentuale, in base al loro volume ed alla loro posizione. I noduli tiroidei la cui scoperta è spesso casuale, sono tra le patologie endocrine più frequenti nelle donne; il 10% della popolazione italiana ne soffre, nella maggior parte dei casi sono di natura benigna, ma possono essere curati anche in quei rari casi la cui natura è di tipo canceroso.
Il gozzo che oggi in Italia colpisce circa sei milioni di persone è generalmente espressione di una alterata funzione tiroidea: - l’ipotiroidismo (minore produzione di ormoni) è riscontrabile specialmente nelle donne adulte - l’ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni) è più frequente tra le donne giovani in una fascia di età compresa tra i 20 ed i 40 anni. I disturbi tiroidei che sembra crescano progressivamente durante le varie fasce di età, raggiungono il picco tra i 50 ed 65 anni per poi iniziare a decrescere.
Il gozzo che oggi in Italia colpisce circa sei milioni di persone è generalmente espressione di una alterata funzione tiroidea: - l’ipotiroidismo (minore produzione di ormoni) è riscontrabile specialmente nelle donne adulte - l’ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni) è più frequente tra le donne giovani in una fascia di età compresa tra i 20 ed i 40 anni. I disturbi tiroidei che sembra crescano progressivamente durante le varie fasce di età, raggiungono il picco tra i 50 ed 65 anni per poi iniziare a decrescere.
martedì 22 giugno 2010
COME FUNZIONA LA TIROIDE

L’attività della tiroide è regolata da un sofisticato sistema di controllo, formato dall’ipotalamo e dall’ipofisi, sistema che è una sorta di direttore d’orchestra di tutto l’apparato endocrino. L’ipotalamo è un’area posta alla base del cervello, mentre l’ipofisi è un’altra piccola (pesa poco più di mezzo grammo!) ma importantissima ghiandola endocrina situata proprio sotto l’ipotalamo. Tra il sistema ipotalamo-ipofisi e la tiroide vi è un continuo scambio di informazioni (feedback) per mantenere nei limiti della norma i livelli di T3 e T4 nel sangue. Se gli ormoni tiroidei sono troppo bassi, l’ipotalamo aumenta infatti la produzione di una sostanza che stimola l’ipofisi a liberare nel sangue la tireotropina o ormone tireotropo o TSH. Il TSH a sua volta stimola direttamente la tiroide a secernere T3 e T4. Se invece gli ormoni tiroidei aumentano troppo, l’ipotalamo ‘registra’ questo eccesso e blocca la produzione del TRH, con un effetto finale di riduzione dell’attività della tiroide. Quando questo sofisticato meccanismo di regolazione non funziona regolarmente, la tiroide può produrre ormoni in eccesso, creandosi una situazione patologica di ipertiroidismo, o all’opposto in minore quantità rispetto al necessario, determinandosi in tal caso uno stato di ipotiroidismo.
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